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Regno Unito: presunti terroristi, la polizia potrà ritirare il passaporto

    di  .  Scritto  il  1 ottobre 2014  alle  6:00.

Il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, ha annunciato che alle forze di polizia saranno concessi nuovi poteri che prevedono il ritiro del passaporto ai “presunti islamisti” intenzionati a recarsi in zone di conflitto.

Ieri, in un intervento al congresso del Partito Conservatore a Birmingham, May ha detto che a novembre saranno introdotti dei cambiamenti nella legislazione antiterrorismo per affrontare la “minaccia” del jihadismo.stevensotlofiraqsiriaisstatoislamico

Tra le altre iniziative, i poliziotti negli aeroporti potranno “confiscare i passaporti dei sospetti” al fine di evitare che si imbarchino e “guadagnare tempo nelle indagini”.

Inoltre, addestrarsi per commettere attentati terroristici all’estero diventerà un reato.

May ha rivelato che finora 103 persone sono state arrestate per presunti reati di terrorismo in Siria. Di questi, 24 sono stati formalmente accusati e cinque sono stati processati e condannati. Il ministro ha aggiunto che è al lavoro con altri cinque partner europei per vietare che i “cittadini musulmani” si rechino in paesi come Iraq e Siria per prendere parte ai combattimenti.

Ha osservato che, ai sensi della normativa vigente, il Ministero ha il potere di ritirare i passaporti dei britannici con doppia nazionalità che partecipano alla Jihad. Può anche disporre per i cittadini naturalizzati britannici il divieto di rientro nel Regno Unito.

Ma dal momento che lasciare una persona senza stato è illegale, May ha sottolineato “la necessità che a questi presunti terroristi sia impedito di compiere tali viaggi”. Finora, ha assicurato, è stato ritirato il passaporto a “25 persone che programmavano di andare in Siria”.

May ha affermato che, sebbene “non è compito del Regno Unito e delle altre potenze occidentali immischiarsi dei conflitti di altri paesi”, nel caso dell’offensiva dei membri dello Stato Islamico “è corretto” perché “hanno minacciato di attaccare obiettivi britannici e statunitensi”.

“Non sono né islamici, né uno stato (…) Le loro azioni non hanno alcuna base nel Corano”, ha sentenziato.

Dopo aver difeso la partecipazione britannica negli attacchi aerei in Iraq condotti dagli Stati Uniti, May ha insistito nel rafforzare le misure a livello nazionale per prevenire la radicalizzazione dei giovani musulmani. In questo senso, ha detto che il suo Ministero sta collaborando con scuole, università e organizzazioni umanitarie per “far tacere” il discorso estremista.

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