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Dopo Kiev, nel braccio di ferro tra NATO E Russia adesso anche i paesi Baltici?

    di  .  Scritto  il  4 settembre 2014  alle  7:00.

natoMentre Kiev e Mosca hanno avviato discussioni su un possibile cessate il fuoco tra l’esercito ucraino e i ribelli filorussi delle regioni orientali del paese e  venerdì durante la riunione del gruppo di contatto potrebbe essere discusso un programma di pace messo a punto dai russi, sono le regioni baltiche ad essere indirettamente coinvolte nel braccio di ferro tra NATO e Russia, di cui la partita ucraina è solo una parte.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è arrivato in Estonia per una breve visita prima di partecipare al Vertice NATO che si terrà in Galles nei prossimi giorni. Obama ha definito “importante discutere dell’aumento della presenza dei nostri alleati nella regione e che le soluzioni adottate negli ultimi mesi diventino permanenti”.

Dall’avvio della crisi ucraina nei paesi della regione Baltica si sono susseguite voci e speculazioni sulla possibilità che la presenza NATO nell’area possa diventare definitiva, arrivando addirittura alla realizzazione di una base permanente.

Un’ipotesi che ieri il ministro degli Esteri finlandese, Erkki Tuomioja, ha voluto scartare in maniera chiara.

La Finlandia, ha detto Tuomioja parlando alla radio nazionale, non vuole che il proprio territorio venga usato per azioni che la vicina Russia possa interpretare come ostili.

Lasciando trapelare una parte dell’agenda di Obama in Estonia, il ministro finlandese ha poi sottolineato che se l’apertura di una base NATO in Estonia non avrebbe ripercussioni immediata per la Finlandia, sarebbe comunque da considerare “criticabile” la costituzione di una base permanente nella regione, vista come una provocazione a Mosca.

La Russia si è già detta pronta a reagire a un dispiegamento di uomini e mezzi NATO a ridosso dei propri confini, definendo “inaccettabile” l’ipotesi di una forza di intervento rapida dell’Alleanza Atlantica a ridosso delle sue frontiere.

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