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Cile: niente Patagonia per Enel-Endesa, il governo dice ‘no’ al progetto Hidroaysén

    di  .  Scritto  il  10 giugno 2014  alle  18:13.

Il governo della presidente socialista Michelle Bachelet ha detto no al progetto Hidroaysén, il consorzio formato dall’Endesa – controllata da Enel – e dalla cilena Colbún per costruire cinque centrali idroelettriche sui fiumi Pascua e Baker, in Patagonia. “Questo comitato di ministri ha deciso di accogliere i ricorsi di reclamo presentati dalla comunità locale e lasciare priva di effetto la risoluzione di qualificazione ambientale del progetto… Con questo atto amministrativo il progetto idroelettrico si dichiara respinto” ha annunciato il capo del dicastero dell’Ambiente, Pablo Badenier.cile_hydroaysen

Il ministro dell’Energia, Máximo Pacheco, ha confermato che la decisione dei ministro è stata unanime. Il consorzio si può ancora opporre alla decisione presentando un appello presso un tribunale di Valdivia, nel sud del paese. La decisione di bloccare Hidroaysén, contro il quale da anni si oppone la società civile locale, è stata adottata dai ministri dell’Ambiente, dell’Energia, dell’Agricoltura, delle Miniere, dell’Economia e della Salute dopo l’analisi di 35 reclami che da sei anni attendevano una risposta.

Già nel corso della sua ultima campagna elettorale, Bachelet aveva definito il progetto non realizzabile, anticipando la volontà di promuovere le energie rinnovabili non convenzionali e l’uso di gas naturale. Attualmente l’energia cilena si produce, nell’ordine, con combustibili fossili, gas e acqua, il che la rende la più dispendiosa dell’intera regione sudamericana. “Questa è una grande vittoria, un giorno da celebrare” ha dichiarato Juan Pablo Orrego, del coordinamento “Patagonia sin Represas” (Patagonia senza dighe).

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