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Cile: Bachelet apre sull’aborto terapeutico ed è subito polemica

    di  .  Scritto  il  23 maggio 2014  alle  6:54.

In Cile l’ultimo annuncio della presidente Michelle Bachelet sulla promozione di un disegno di legge per depenalizzare l’aborto terapeutico ha subito generato un’ondata di polemiche.cilebachelet

“Il Cile deve affrontare questa realtà in un dibattito maturo, consapevole e propositivo, discutendo in parlamento un disegno di legge che depenalizzi l’interruzione volontaria della gravidanza in caso di rischio per la vita della madre, stupro e complicanze per il feto”, ha detto questa settimana la presidente, che è medico di professione, in un intervento al congresso.

L’annuncio ha scatenato una serie di reazioni. Tra le più accese, quella del predecessore di Bachelet, Sebastián Piñera, che attraverso il suo account Twitter ha detto che “dobbiamo proteggere la vita e la dignità di tutti i bambini che stanno per nascere. Non abbiamo diritto di decidere chi debba vivere e chi morire”.

In Cile gli aborti per ragioni mediche erano legali fino a quando, nel 1973, sono stati banditi dal regime di Augusto Pinochet.

L’aborto è da decenni un tema caldo in Cile, paese che negli ultimi anni si è dimostrato liberale in campo economico e conservatore nel sociale. Per esempio, è stato tra gli ultimi dell’America Latina a legalizzare il divorzio (nel 2004) e solo nel 2012 ha approvato una legge contro la discriminazione.

La legislazione sull’aborto nella regione, considerata una delle più restrittive al mondo, si è attenuata negli ultimi anni. In Uruguay e Città del Messico l’aborto è legale in qualunque caso. In Colombia, Brasile e Argentina è permesso solo in determinate situazioni, come in caso di stupro o di imminente malattia del bambino. Tuttavia, in El Salvador, Cile e Nicaragua l’aborto non ha eccezioni, anche quando si cerca di salvare la vita della madre.

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