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Argentina: troppa violenza, a Buenos Aires sarà stato di emergenza per 12 mesi

    di  .  Scritto  il  8 aprile 2014  alle  6:00.

Il governatore della più grande, ricca e popolosa provincia dell’Argentina ha dichiarato uno stato di emergenza di dodici mesi in seguito al recente boom di violenze che le forze dell’ordine non sembrano in grado di controllare a Buenos Aires.

“Questa è una battaglia per difendere la cosa più sacra, la vita”, ha detto ieri in conferenza stampa, affiancato da tutti i suoi ministri, il governatore della provincia di Buenos Aires, Daniel Scioli, che ha invitato “tutte le forze politiche” a collaborare nella lotta contro la criminalità.argentinascioli

“Saranno investiti circa 600 milioni di pesos (circa 54,6 milioni di euro) in attrezzature con cui le forze dell’ordine garantiranno la sicurezza nella provincia”, ha aggiunto Scioli.

Tra le altre misure, saranno richiamati in servizio gli agenti attualmente in pensione (circa 5 mila) e l’esame di un disegno di legge che prevede forze di polizia municipale in tutti i distretti provinciali.

Al già difficile clima di violenza nella provincia di Buenos Aires, si aggiungono episodi di linciaggio di piccoli ladri sorpresi in fragrante da parte di passanti. Secondo i dati raccolti dai media locali, i casi di aggressione su strade pubbliche in tutto il paese sono stati almeno dieci nelle ultime due settimane.

Un recente sondaggio della società di consulenza Management & Fit rivela che otto argentini su dieci ritengono che l’insicurezza sia aumentata negli ultimi mesi, mentre quasi il 90 per cento la considera il principale problema del paese, prima di inflazione, disoccupazione e corruzione.

Secondo lo studio – per il quale sono state intervistate 1.600 persone tra i 16 e i 70 anni -, il 38,7 per cento degli intervistati incolpa l’esecutivo di Cristina Fernández del deterioramento della sicurezza; il 14,4 per cento la giustizia; il 4,3 per cento i governi provinciali; il 3,7 per cento la polizia; mentre il 36,3 per cento distribuisce la responsabilità tra tutti gli attori citati.

Il sondaggio dimostra che il 31,4 per cento della popolazione è favorevole al farsi giustizia da soli, mentre il 65,3 per cento disapprova il fenomeno dei linciaggi.

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