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Arrivano i narcos, anche l’Argentina è tra i paesi produttori di stupefacenti

    di  .  Scritto  il  20 febbraio 2014  alle  6:00.

Negli ultimi dieci anni, da paese di transito, l’Argentina si è convertita in un produttore ed esportatore di stupefacenti. “Le cosiddette “cucine dell’inferno” si estendono in gran parte del territorio, ha ammesso per la prima volta il governo di Buenos Aires, per bocca del suo ministro della Difesa Agustín Rossi.G

La Chiesa cattolica ha recentemente diffuso un documento con cui mette in guardia il paese contro “una situazione di non ritorno” dalla droga, mentre la Corte Suprema invoca “misure urgenti” per contrastare l’afflusso di droghe dal nord del paese, i cui confini sono particolarmente noti per la loro “porosità”.

Questa settimana, in un’intervista a Radio Rivadavia, il ministro Rossi ha detto che l’Argentina “non solo è un paese di consumo ma anche di produzione”, suscitando le critiche del capo di Gabinetto Jorge Capitanich, secondo cui nel paese si sono registrati solo “isolati episodi” di produzione.

A poco è servito l’intervento del segretario alla Sicurezza, Sergio Berni, che ha cercato di minimizzare le affermazioni di Rossi ma che infine ha riconosciuto che nell’ “ultimo grande laboratorio” smantellato “i narcos stavano trasformando la meteria che si produce nei tipici paesi produttori di cocaina”.

Berni si riferisce al laboratorio della famiglia Zacarías, in una zona residenziale di Rosario, nella provincia di Santa Fe, dove la polizia ha sequestrato, alla fine dello scorso anno, trecento chilogrammi tra cocaina e pasta di coca. La capacità di questo laboratorio era di circa mezza tonnellata al giorno.

Secondo i dati ufficiali, il 16 per cento dei crimini commessi nel 2013 nella provincia di Santa Fe sono legati al narcotraffico, e Rosario sembra essere al centro della scena. Il clan Bassi e la banda Los Monos si contendono la zona, e il risultato è un frequente bagno di sangue.

Nel nord dell’Argentina, lamentano le autorità, esistono più di millecinquecento piste di atterraggio clandestine. L’assenza di radar adeguati consente l’ingresso di aerei da Perù, Bolivia e Colombia, principali produttori di foglie di coca, materia prima per la produzione della cocaina.

La Dea (Agenzia Antidroga statunitense) ritiene che l’Argentina rientri nel gruppo dei paesi produttori di droga menzionati e che sia uno dei venticinque che elaborano la maggiore quantità di precursori chimici per la produzione di stupefacenti.

Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e le Nazioni Unite,l’Argentina è il primo paese della regione per consumo di cocaina e il terzo per marijuana. Inoltre, da ormai un decennio, operano nel paese cartelli della droga internazionali con bandiera peruviana, paraguaiana, colombiana, boliviana e messicana, che si dedicano al commercio e all’esportazione di queste due sostanze.

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