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Spagna: referendum Catalogna, governo locale chiede il sostegno dei leader europei

    di  .  Scritto  il  3 gennaio 2014  alle  6:00.

(da Barcellona) – Il presidente del governo catalano, Artur Mas, ha chiesto ai paesi dell’Unione Europea (Ue) il loro sostegno per indire il prossimo novembre un referendum respinto da Madrid e in cui si chiede ai catalani se vogliono uno stato proprio.

Nel tentativo di internazionalizzare la sua campagna indipendentista, Mas ha inviato una lettera a leader come la tedesca Angela Merkel o il francese François Hollande con la quale spiega che ci sono vie legali per tenere il referendum e che la sua celebrazione gode del sostegno della maggioranza della società catalana.catalogna

“Confido nel fatto che posso contare su di voi per promuovere il processo pacifico, democratico, trasparente ed europeo nel quale io e la stragrande maggioranza del popolo catalano siamo totalmente impegnati”, scrive Mas nella lettera alla Merkel visibile sulla pagine web del “president” (www.president.cat).

Il governo catalano di centrodestra ha annunciato un accordo lo scorso mese con altri partiti indipendentisti e di sinistra per l’indizione di un referendum il 9 novembre in cui verrà chiesto ai catalani se vogliono che la Catalogna sia uno stato e, in caso affermativo, se vogliono che questo sia indipendente, rendendo così sempre più acceso il confronto con il governo centrale del Partito Popolare (Pp).

Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha espresso il suo netto rifiuto al referendum – posizione sostenuta anche dal principale partito di opposizione, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) -, sottolineando che la sovranità risiede nell’intero popolo spagnolo e che non esistono strumenti legali per realizzarlo.

“Contrariamente ad alcune notizie, esistono più opzioni legali e costituzionali che consentono la realizzazione del referendum in Catalogna. Abbiamo identificato almeno cinque di queste vie, di cui ho riferito al governo di Spagna (…) Cerchiamo il dialogo e un accordo con il governo della Spagna sul futuro del nostro paese”, assicura Mas nella lettera, inviata a tutti i paesi dell’Ue, tranne la Spagna, e al presidente della Commissione Europea (Ce), José Manuel Durao Barroso.

La lettera tocca anche un punto più volte definito da Mas “delicatissimo”, e cioè se un’eventuale Catalogna indipendente possa o meno rimanere all’interno del blocco comunitario: “La Catalogna è un paese europeo, 7,5 milioni di cittadini catalani hanno già il diritto alla cittadinanza europea e non possono essere espulsi direttamente dall’Unione”.

Mas, al suo secondo mandato dopo una prima legislatura sospesa a metà, governa in minoranza con il sostegno degli indipendentisti di Sinistra Repubblicana di Catalogna (Erc) e i federalisti di Iniziativa per Catalogna Verde (Icv).

Il sentimento indipendentista in Catalogna è notevolmente aumentato negli ultimi anni, nel tornado della crisi economica in Spagna e delle divergenze del governo catalano con quello di Madrid sul finanziamento dell’indebitata regione.

Tuttavia, nei sondaggi l’indipendenza continua a non aver il sostegno della maggioranza dei 7,5 milioni di catalani, che sembrano optare per una terza via, quella che prevede un maggiore autogoverno all’interno della Spagna. Quello che è certo è che i catalani sono intenzionati ad esprimere la propria opinione alle urne.

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