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Turchia: stop alle importazioni di sangue dei consumatori di maiale, verso i farmaci “halal”

    di  .  Scritto  il  22 luglio 2013  alle  7:00.

medicinehalalÈ noto a tutti che i musulmani mangiano “halal”, cibo “lecito” preparato seguendo il rito islamico. E le trasfusioni di sangue halal? Ahmet Lütfi Akar, presidente della Mezza Luna Rossa turca, assicura che la sua istituzione è vicina alla creazione di una fabbrica per la produzione di farmaci ed emoderivati provenienti esclusivamente dal sangue di pazienti turchi.

Due i vantaggi: eliminare la dipendenza dalle importazioni di medicine straniere e garantire che i farmaci soddisfino al centro per cento i requisiti religiosi della maggioranza musulmana in Turchia.

“Esistono farmaci, come quelli per il trattamento dell’anemia, che sono fatti di sangue. Vengono importati dall’estero, non li produciamo noi. E questo ci costa circa 500 milioni di dollari, una spesa eccessiva (…) Se ad esempio acquistiamo prodotti medici in Gran Bretagna, son fatti con sangue e plasma sanguigno della gente di quel paese. Abbiamo abitudini alimentari differenti rispetto a quei paesi. Come nazione musulmana, non mangiamo carne di maiale. Non mangiamo alcuni degli alimenti problematici che, tuttavia, esistono nei prodotti medici che importiamo (…) Così elimineremo le importazioni e avremo l’opportunità di esportare nei paesi islamici”, ha detto Akar al quotidiano turco Hürriyet.

Tuttavia, non ci saranno cambiamenti nel sistema delle donazioni di sangue da parte dei cittadini turchi. “A nessuno sarà chiesto se mangia carne di maiale o no. In ogni caso, il 95% dei turchi non mangia maiale”, ha aggiunto il funzionario.

La Direzione degli Affari Religiosi (Diyanet), che amministra tutte le questioni relative alla pratica islamica, non si è ancora espressa a riguardo.

Critiche sono piovute dall’Associazione Medica turca, che non darà il suo sostegno scientifico all’iniziativa della Mezza Luna Rossa. “Non ci sono prove scientifiche che dimostrino che il sangue nazionale è migliore (…) Stiamo seguendo la faccenda in completo stato di shock”, spiega Özdemir Aktan, presidente dell’associazione, secondo il quale il ministero della Sanità è disposto ad appoggiare il progetto.

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