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Predire il presente con i motori di ricerca: ecco come fa Google

    di  .  Scritto  il  2 luglio 2013  alle  7:00.

Predire il presente grazie ai dati forniti dai motori di ricerca: la palla di vetro delle complessità mondiali ma anche di quelle quotidiane ha detto di averla Hal Varian, chief economist di Google, ieri ospite dell’Università La Sapienza di Roma. googlehal-varian

Con la battuta pronta e numerosi esempi, Varian è stato chiaro anche con i non addetti ai lavori. Nella sua presentazione, “Predicting the Present with Search Engine Data,” Varian ha dimostrato come i risultati delle ricerche attraverso Google possono tramutarsi in efficaci strumenti per affinare, nel “brevissimo periodo”, le previsioni dei valori dei più disparati indicatori economici, come ad esempio le vendite di macchine e di case o la scelta delle destinazioni di viaggio.

Le agenzie governative rilasciano periodicamente gli indicatori del livello di attività economica in vari settori. Tuttavia, lamenta Varian, questi rapporti sono spesso divulgati con forti ritardi. Dunque, occorre avere previsioni più puntuali.

Google Trends lavora in questa ottica, ha sostenuto Varian, riportando in tempo reale i dati delle richieste (query) degli utenti che entrano in Google. Questi indici, ha sottolineato lo chief economist, sono frequentemente correlati a distinti indicatori economici e risultano utili per la previsione economica a breve termine.

“Google Trends non predice il futuro, bensì aiuta a predire il presente” ha detto ancora facendo un esempio: la vendita di immobili nella seconda settimana del mese di giugno può essere utile per fare delle previsioni sul report delle vendite nell’intero mese di giugno, che normalmente viene rilasciato in luglio inoltrato.

Le query hanno il “dono”, ha concluso Varian, di essere “indicatori anticipatori” per i successivi acquisti dei consumatori in situazioni in cui questi iniziano a pianificare gli acquisti con un significativo anticipo rispetto alla decisione di acquisto vero e proprio.

Varian ha parlato nel corso della seconda giornata di lavori della conferenza internazionale Euro Informs. Ospitata dall’Università degli Studi La Sapienza e giunta alla sua 26esima edizione, la conferenza vede la partecipazione di 3.500 delegati, provenienti da 73 paesi di tutti i continenti, che terranno fino a giovedì seminari sulla ricerca operativa.

Questo tipo di indagine si serve di modelli matematici per risolvere problemi decisionali complessi. Si va dalla stesura di interventi umanitari in contesti di emergenza all’attuazione di politiche capaci di influenzare gli utenti dei social network.

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