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Turchia: non si arrestano le proteste

    di  .  Scritto  il  5 giugno 2013  alle  7:31.

occupygeziSono continuate anche ieri le manifestazioni in Turchia, cominciate a Istanbul come una protesta per difendere un parco cittadino da un progetto di “trasformazione urbanistica” e moltiplicatesi poi in tutto il paese fino a diventare la più importante mobilitazione contro le politiche del governo del primo ministro Recep Tayyip Erdogan.

Scontri si sono verificati ieri ancora a Istanbul e ad Ankara, anche se è stata soprattutto Antakya, sul mar Mediterraneo vicino al confine con la Siria, il teatro delle mobilitazioni maggiori, dopo la notiza del decesso lunedì notte di un ragazzo di 22 anni colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Qui, su una popolazione cittadina di poco più di 200.000 abitanti, sono state almeno 70.000 secondo le ricostruzioni fornite da testimoni locali le persone che hanno partecipato sin dal pomeriggio al corteo indetto per il funerale del giovane ucciso dalla polizia e conclusosi a tarda notte dopo violente cariche della polizia.

Sul versante politico, caratterizzato in questi giorni dall’assenza del primo ministro Erdogan recatosi all’estero per una visita nei paesi del Maghreb, bisogna registrare la dichiarazione del vice-primo ministro, Bulent Arinç, che ieri dopo essersi incontrato con il presidente della repubblica Abdullah Gul, ha porto le scuse del governo ai manifestanti per l’eccessiva violenza usata dalle forze dell’ordine. Tali dichiarazioni, tuttavia, non sembrano aver inciso molto sull’effettivo svolgimento dei rapporti di forza nelle piazze, dove ieri sera sono comunque proseguiti gli scontri, in molti quartieri a IStanbul, ad Ankara e nelle altre principali città del paese.

Dopo l’inizio ieri di uno sciopero generale di due giorni convocato dalla Confederazione dei lavoratori del pubblico impiego (KESK), altri sindacati hanno annunciato per oggi l’intenzione di partecipare allo sciopero generale, mentre nuove mobilitazioni sono previste anche per oggi.

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