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Perù: tortura e abuso di potere, il fratello di Humala denuncia il primo ministro

    di  .  Scritto  il  8 gennaio 2013  alle  7:00.

Antauro Humala, fratello del presidente del Perù Ollanta, e che si trova in carcere, ha presentato alla Procura della Repubblica una denuncia contro il presidente del Consiglio dei Ministri, Juan Jiménez, per tortura, sequestro di persona, abuso di autorità, usurpazione di autorità e associazione per delinquere.

Secondo il programma televisivo locale “Domingo al día”, la denuncia si basa su presunte irregolarità nel suo trasferimento al carcere della base navale del Callao, dov’è rinchiuso anche l’ex consigliere presidenziale Vladimiro Montesinos e il fondatore di Sendero Luminoso Abimael Guzmán.

Antauro sostiene che sua cognata Nadine Heredia è “la principale autrice dei crimini denunciati (…) È lei che comanda nel palazzo del governo per il debole carattere di suo marito Ollanta (…) Affinché io non venissi ascoltato dall’opinione pubblica, mia cognata, che era stata pregiudicata dalle mie dichiarazioni nell’impazienza di arrivare alla presidenza nel 2016, ha ordinato al ministro Jiménez di rinchiudermi in un posto dove non potessi parlare”.

“Mio fratello”, continua Antauro, “defrauda, inganna e tradisce il popolo che lo ha eletto (…) Dal 2005, lei (Heredia) si approfitta della situazione per immischiarsi nella vita politica degli Humala. E per la mancanza di carattere di mio fratello, se lo rigira come vuole per ottenere un giorno la presidenza, rubando a noi Humala fama e impegno politico”.

Antauro Humala, ex maggiore dell’esercito, sta scontando una pena di 19 anni di carcere per aver capeggiato una sommossa, agli inizi del 2005, ad Andahuaylas, nella regione di Apurímac, nel sud del paese, in cui avevano perso la vita quattro poliziotti e tre civili. All’epoca Ollanta si trovava in Corea del Sud come addetto militare.

Antauro è attualmente detenuto nel carcere della Virgen de las Mercedes, situato nella scuola militare del distretto di Chorrillos a Lima. In precedenza aveva trascorso sette mesi nella base navale del Callao, come misura disciplinare per aver rilasciato senza autorizzazione interviste a media nazionali.

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