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Turchia: intensi scontri con ribelli curdi Pkk provocano vittime

    di  .  Scritto  il  4 settembre 2012  alle  6:59.

Dieci turchi, tra soldati e poliziotti, sono rimasti uccisi mentre otto sono rimasti feriti negli scontri con i militanti curdi, ieri, nella provincia sud-orientale di Sirnak, non lontano dal confine con la Siria e l’Iraq.

In venti, invece, hanno perso la vita tra i ribelli. Gli scontri tra l’esercito turco e i ribelli del PKK, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, si sono intensificati negli ultimi mesi: uno sviluppo che gli analisti hanno collegato al caos siriano.

Il PKK è classificato come un’organizzazione terroristica dalla Turchia, gli Stati Uniti e l’Unione europea. Alcuni funzionari turchi hanno detto che il gruppo sta agendo sul confine per supportare il presidente siriano Bashar al-Assad e i gruppi curdi in Siria, ma Assad ha negato categoricamente di aver concesso al PKK il permesso di operare in territorio siriano.

Da giugno 2011, circa 800 persone sono morte nel conflitto con la Turchia, tra cui 55 combattenti del PKK, più di 200 esponenti delle forze dell’ordine e circa 85 civili, secondo le stime del Think tank International Crisis Group.

I combattenti si concentrano nella regione montuosa al confine con l’Iraq e l’Iran, senza risparmiare però le città, dove soprattutto negli ultimi anni hanno compiuto diversi attacchi.

Non ultimo, l’attentato di agosto a Gaziantep, nella Turchia sud-orientale, costato la vita a nove civili.

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