Socialize

Haiti: primi passi del nuovo governo in diretta tv, al via secondo anno di presidenza Martelly

    di  .  Scritto  il  17 maggio 2012  alle  8:42.

È in un puro stile Martelly, ossia davanti alle telecamere, che si è tenuto ieri il primo Consiglio dei ministri del governo del neo primo ministro Laurent Salvador Lamothe. “A dimostrazione della volontà dell’esecutivo di fare della trasparenza uno dei pilastri della gestione pubblica” si legge in un comunicato ufficiale. A 39 anni, Lamothe diventa il più giovane primo ministro della storia di Haiti e mantiene la carica ministeriale che occupava nell’esecutivo uscente, la guida degli Esteri.

Dopo l’approvazione del suo programma da parte del Parlamento, Lamothe – uomo d’affari e fedele collaboratore di Michel Martelly, l’ex cantante popolare eletto presidente – ha presentato la sua squadra di governo composta da di 22 membri, 15 uomini e 7 donne. Quattro i nuovi dicasteri: Diritti umani e Lotta all’estrema povertà, Promozione del mondo rurale, Difesa nazionale e Comunicazione. Dieci i nuovi ministri, 12 gli esponenti del precedente governo di Garry Conille.

Nell’enunciare le sue intenzioni, il Premier ha sostenuto di voler fare della lotta all’estrema povertà una priorità e di volersi dedicare ai problemi dell’insicurezza e dell’insalubrità, con un’attenzione speciale alla ricostruzione post terremoto del 12 gennaio 2010.

“È ora di metterci al lavoro”, “Non abbiamo diritto all’errore”, “È giunto il tempo del cambiamento, un nuovo sogno haitiano è possibile” sono alcuni dei ‘post’ di Laurent Lamothe – un manager in telecomunicazioni – sulla sua pagina ‘Facebook’, costantemente aggiornata, anche durante la seduta inaugurale del Consiglio dei ministri.

“Vedere tutto in tivù è come vibrare per una partita di calcio (…) Si vede tutto, si sente poco, e in fondo, si è soltanto spettatori del gioco. Per fortuna la democrazia potrà farsi strada attraverso i commenti degli uni e degli altri” sottolinea Frantz Duval, l’editorialista di punta del quotidiano ‘Le Nouvelliste’.

L’intenzione di responsabilizzare i ministri, mettendoli sotto i riflettori, potrebbe essere una svolta nella gestione politica del paese. A condizione che non sia soltanto il riflesso di una grande macchina di comunicazione autoreferenziale e destinata soltanto a cambiare l’immagine del paese, ma non la sua realtà.

A un anno dalla presa di potere di Martelly, entrato in carica il 14 maggio 2011, secondo più osservatori non c’è molto da presentare alla popolazione: né costruzione, né progetto finito. Nessuno dei palazzi dell’amministrazione pubblica (ministeri, parlamento, dogane, ufficio tributi…) distrutto dal sisma è stato ancora rimesso in piedi. Anche la politica economica, che prevedeva un forte appoggio sugli investimenti stranieri, sembra rimasta sulla carta, in assenza di un quadro incitativo all’accoglienza dei capitali dall’estero. Esponenti del mondo sindacale temono lo svilupparsi di strategie mirate soltanto a espandere la zona franca, l’agrobusiness e il turismo.

Sul fiore all’occhiello del programma sociale di Martelly, la scuola gratuita per tutti i bambini non ancora scolarizzati, pesano alcune ombre: un’indagine condotta su alcune scuole dall’Iniziativa della società civile (Isc) rivela che gli insegnanti sono stati totalmente dimenticati dal programma, che le condizioni per professori e alunni sono pessime a causa della mancanza di materiale, del sovrafollamento (oltre 200 alunni per una classe e un professore), stipendi inadeguata e mancanza di rigore nella gestione del progetto.

“Twop Pawol”, troppe chiacchiere, aveva scritto qualche tempo fa uno sconosciuto su un poster gigante del presidente nella capitale Port-au-Prince. Gli haitiani scruteranno molto attentamente questo secondo anno di mandato Martelly.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>