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ETA chiede intervento dell’UE per instaurare un “dialogo diretto” con Spagna e Francia

    di  .  Scritto  il  17 maggio 2012  alle  7:00.

(da Madrid) L’Eta (Euskadi Ta Askatasuna, paese basco e libertà in basco) ha inviato un comunicato, firmato lo scorso aprile, all’agenzia di stampa France Presse con il quale chiede all’Unione Europea (Ue) di intercedere per promuovere il processo di pace e informa di avere nominato una “delegazione” per un “dialogo diretto” con Spagna e Francia.

Già nella precedente dichiarazione, diffusa il 9 marzo, il gruppo segnalava la necessità di iniziare un “dialogo diretto” dopo la cessazione della violenza annunciata lo scorso 21 ottobre. Ma allora si rivolgeva solo al Governo francese. Immediata la risposta del ministro dell’Interno spagnolo, Jorge Fernández: l’unico comunicato che si aspetta è quello della “dissoluzione incondizionata dell’Eta. Questo Governo non negozia né negozierà mai con un’organizzazione terroristica”.

“La comunità europea e l’insieme delle istituzioni europee si trovano ad affrontare una sfida: sostenere e incoraggiare la soluzione definitiva ad un conflitto che persiste nel cuore dell’Europa”, recita il messaggio della banda, che per la prima volta si appella all’Ue. Eta assicura di aver compiuto i primi passi in questo senso, avendo “rinunciato alla violenza” e “fatto richiesta di dialogo diretto”.

Ritiene inoltre che “i Governi di Spagna e Francia dovrebbero, senza indugi, rispondere positivamente alla chiamata della dichiarazione di Aiete ed Eta”, riferendosi alla dichiarazione fatta dal forum di San Sebastián, l’autodenominata conferenza internazionale celebrata il passato ottobre nel palazzo di Aiete, nella città basca. Per tali ragioni Madrid e Parigi “devono unirsi agli agenti politici e sociali baschi” nel processo di pace.

L’obiettivo, conclude il comunicato, è ,“tra gli altri, risolvere il conflitto politico e raggiungere una serie di accordi che garantiscano uno scenario di pace e libertà stabile e duratura (…) Dopo lunghi decenni non è ancora stata trovata una soluzione giusta e democratica a questo conflitto (…) Tuttavia, in questi mesi si stanno producendo profondi movimenti e l’opportunità storica per costruire decenni di pace e porre fine alla sofferenza”.

Anche l’Esecutivo francese di Nikolas Sarkozy non ha mai dato segno di voler instaurare un dialogo, “fino a quando Eta non si dissolverà”. Tuttavia, il comunicato arriva pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo presidente, il socialista François Hollande.

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