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Spagna: in migliaia per anniversario 15-M, da Madrid a Barcellona sempre più “indignados”

    di  .  Scritto  il  13 maggio 2012  alle  9:50.

(da Madrid) Migliaia di persone sono tornate sabato a riempire le piazze di oltre 80 città spagnole per protestare contro la crisi economica e i suoi responsabili, nel primo anniversario del movimento degli indignados, che avevano scatenato simili proteste in varie città del mondo.

Ancora una volta sono state Puerta del Sol (con 30.000 manifestanti, secondo il Ministero dell’Interno), a Madrid, e Plaza de Cataluña (con 45.000 manifestanti, secondo gli organizzatori), a Barcellona, i luoghi più affollati. Alle ore 22:00, limite orario per le proteste nella piazza madrileña, migliaia di persone sfidavano la proibizione del Governo.

Nel centro della capitale, quattro cortei sono confluiti alla Puerta del Sol, epicentro del movimento, tra festa e rivendicazioni, mentre si inneggiavano slogan come “la chiamano democrazie e non lo è” o “meno polizia e più istruzione”. Tra i manifestanti, un gruppo vestito da dirigenti di banca ma con nasi rossi da pagliaccio gridava, sventolando portafogli: “Mettete qui il vostro denaro”.

Nell’anno di vita del 15-M, che ha ispirato altri movimenti di protesta come Occupy Wall Street, la situazione economica del paese è notevolmente peggiorata. La Spagna è entrata nella sua seconda recessione in tre anni e ha lasciato quasi un lavoratore su quattro disoccupato.

Il Governo del popolare Mariano Rajoy, che alle elezioni di novembre aveva spodestato i socialisti con una maggioranza assoluta, ha operato drastici tagli ai pilastri dello Stato sociale per far fronte al pesante deficit pubblico (pari all’8,5% del Pil del 2011), e iniziato a perdere il sostegno dell’elettorato, di ben 4 punti percentuali (dal 44.6% al 40.6%) secondo il Centro de Investigaciones Sociológicas.

A distanza di un anno gli argomenti proposti dal 15-M rimangono quasi immutati. Gli indignados reclamano istruzione e sanità pubblica di qualità, un alloggio dignitoso e garantito e un reddito di base universale; si oppongono alla precarietà lavorativa e alla recente riforma del mercato del lavoro approvata dall’Esecutivo.

La “Spanish Revolution”, apartitica e agerarchica, aveva riscosso un enorme successo dopo la prima manifestazione organizzata tramite le reti sociali delle città di tutta la Spagna il 15 maggio del 2011.

Dopo essersi accampati per circa un mese nelle principali piazze pubbliche, gli indignados hanno lanciato numerose iniziative come cooperative di intercambio, orti comunitari, seminari, dibattiti e corsi professionali, e si sono mobilitati per bloccare decine di sfratti.

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