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Libia: il Consiglio di Cirenaica chiama al boicottaggio del voto elettorale

    di  .  Scritto  il  4 maggio 2012  alle  12:22.

L’autoproclamato Consiglio di Cirenaica chiede agli abitanti della regione orientale di boicottare le elezioni previste per il prossimo mese, sostenendo che esse non daranno un’adeguata rappresentanza all’est. Le elezioni decideranno i parlamentari incaricati della redazione di una nuova costituzione.

Il Consiglio, che mira all’autonomia regionale intorno alla città di Bengasi, esige garanzie “per un’equa rappresentanza” delle province orientali della Libia prima che le elezioni abbiano luogo.

“Le autorità di transizione stanno attualmente lavorando per condurre i libici e l’intero paese ad un processo costituzionale nel quale il nuove Stato non sarà costruito correttamente”, afferma il Consiglio in un comunicato.

“Il Consiglio di Cirenaica invita il libici in generale, e i residenti in Cirenaica in particolare, a rifiutare il processato politico nella sua corrente configurazione (…) e a boicottare le elezioni dell’assemblea nazionale qualora le autorità di transizione dovessero insistere su questa posizione”.

Il Consiglio di Cirenaica, guidato dallo sceicco Ahmed Zubair al-Senoussi, esponente del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), e composto da dirigenti civili, non presenta uno statuto legale ed è basato a Bengasi, la seconda città della Libia.

Lunedì sono stati aperti in tutto il paese i centri per la registrazione dei votanti. Per superare le forti divisioni che ancora investono la Libia, il Cnt aveva stabilito nei giorni scorsi di vietare la partecipazione di partiti di estrazione religiosa, etnica o tribale.

Ma il testo definitivo diffuso mercoledì non contiene questi riferimenti. Di conseguenza partiti religiosi o formazioni che intendono spingere per una maggiore decentralizzazione potranno liberamente prendere parte alle votazioni.

Al contrario, il Cnt – presieduto da Mustafa Abdul Jalil – ha ufficialmente vietato l’apologia del regime di Muammar Gheddafi: parlare bene del colonnello d’ora in avanti potrà essere considerato un reato.

Giovedì, le forze dell’ordine hanno dovuto chiudere un centro per la registrazione dei votanti a Tripoli, dopo che una milizia, arrivata in pick-up con armi antiaeree, ha minacciato di fare saltare in aria l’ufficio elettorale protestando contro le modalità del voto.

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