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Mali: contadini contro agro-business, il landgrabbing per la prima volta in tribunale

    di  .  Scritto  il  3 maggio 2012  alle  7:00.

Dovrebbe approdare oggi in tribunale – salvo imprevisti legati alla confusione politico-militare che regna a Bamako – la prima querela presentata da contadini del Mali per accaparramento di terre. Per l’occasione è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione da parte dei movimennti di sostegno al mondo rurale.

Il caso oppone gli agricoltori di alcuni villaggi dell’area di Sanamadougou, dalle fertili terre bagnate dal fiume Niger, a un noto uomo d’affari di Bamako, Madibo Keita, e a una società, la Sosumar. Keita, influente imprenditore, ha ottenuto dallo Stato una concessione su 7400 ettari a 30 chilometri dal villaggio di Sanamadougou per un vasto progetto agroindustriale che a termine dovrebbe occupare 20.000 ettari. Altri investitori, tra cui la Sosumar, sono in cerca di terre nella stessa area, sembre per scopi agroindustriali, mentre mancano progetti di sviluppo dei piccoli agricoltori.

“Le comunità contadine danno da mangiare all’80% della popolazione, producono il 40% del prodotto interno lordo (Pil) ma ricevono pochissimi aiuti, mentre si concedono sovvenzioni a un piccolo gruppo di investitori, spesso per la produzione di agrocarburanti destinati all’esportazione” denuncia l’ufficio maliano del movimento ‘Via Campesina’.

“Dal 2009 – denuncia ancora l’organizzazione – i contadini e le contadine del Mali, in particolare quelli di Sanamadougou, Saou e Sansanding, sono vittime di ingiustizie. In quell’area dalle terre molto produtive, lo Stato sostiene di essere l’unico proprietario fondiario in base a un vecchio retaggio dell’epoca coloniale, senza tener conto dei diritti tradizionali e umani. Lo Stato non rispetta nemmeno la legge di orientamento agricolo, che dovrebbe dare priorità alla sovranità alimentare, all’equità, alla solidaietà, alla coesione sociale…”.

Accaparramento di campi, di fonti d’acqua, sfratto coatto, distruzione di alberi e di semi, pressione, arresti, mano dura delle forze di sicurezza, hanno accompagnato la presa di possesso dei terreni, il ‘land grabbing’, da parte degli investitori. Depositata il 23 febbraio scorso, la denuncia dovrebbe essere esaminata oggi dal tribunale di Markala. A meno che gli avvenimenti politico-militari delle ultime settimane non constringano il giudice a rimandare il tutto a più tardi.

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