Cesare Cantù
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Joseph Pulitzer
Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Shimon Peres, mercoledì e giovedì, durante la commemorazione della Giornata del Ricordo dell’Olocausto al Yad Vashem Holocaust Martyr’s and Heroes Remembrance Authority, sono tornati a parlare di Iran, “una minaccia nucleare per tutto il mondo”. Le due massime cariche dello Stato insistono sulla necessità di ricordare il passato in modo da evitare minacce presenti e future per Israele.
“Oggi, il regime in Iran invoca apertamente e opera con determinazione per la nostra distruzione. Ed è febbrilmente al lavoro per lo sviluppo di armi nucleari per raggiungere questo obiettivo. L’Iran costituisce un pericolo per la pace mondiale, ed è responsabilità del mondo intero impedirgli di ottenere armi nucleari”, ha detto Netanyahu, riferendosi al controverso programma nucleare di Teheran.
“Oggi l’umanità non ha scelte, dobbiamo imparare dalle lezioni dell’Olocausto e fronteggiare con forza le minacce esistenziali prima che sia troppo tardi. L’Iran è al centro di questa minaccia. L’Iran è il centro del terrore. L’Iran rappresenta una minaccia alla pace mondiale”, ha aggiunto Peres nel suo intervento.
La Giornata del Ricordo dell’Olocausto è un giorno di lutto. Mercoledì e giovedì, tutti i luoghi di intrattenimento, quali bar, teatri e cinema, sono rimasti chiusi, mentre film e speciali sull’Olocausto vengono trasmessi su tutte le reti televisive.
roberto
20 aprile 2012 alle 11:43
che belle parole dette dai due leader di israele… peccato che siano tutta propaganda ed esagerazioni.