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Un medico antropologo alla guida della Banca Mondiale, eletto Kim Yong Kim

    di  .  Scritto  il  17 aprile 2012  alle  7:00.

Nessuna sorpresa, la guida della Banca Mondiale è andata ancora a un cittadino statunitense, il medico e antropologo di origine coreane Jim Yong (Jong) Kim scelto ieri come nuovo presidente dell’istituto di credito internazionale con sede a Washington.

Ribadendo quel tacito accordo che sin dal 1946 vede Stati Uniti ed Europa spartirsi la guida, rispettivamente, di Banca Mondiale e Fondo monetario Internazionale (Fmi), Washington quest’anno si è comunque, per la prima volta nella storia della banca, visto costretto ad attendere una votazione per vedere confermate le proprie aspettative.

Se da anni, infatti, le potenze emergenti reclamano una revisione dei due organismi finanziari sovranazionali, quest’anno i candidati in lizza erano tre: la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala e il colombiano Jose Antonio Ocampo, il quale a pochi giorni dall’elezioni si è ritirato garantendo il proprio sostegno alla nigeriana.

L’attuale ministro delle Finanze nigeriano ed ex-segretaria generale della Banca Mondiale, la seconda carica dell’istituzione dopo la presidenza, aveva tutte le carte in regola per guidare l’istituto.

La sua nomina, avanzata ufficialmente dall’Unione Africana (UA), aveva rapidamente guadagnato i consensi di molte potenze emergenti.

Dopo aver sottolineato come la dottoressa Ngozi Okonjo-Iweala possedesse “credenziali uniche in termini di esperienza tecnica e gestionale, così come un storia unica come professionista dello sviluppo, fuori e dentro la Banca Mondiale, a livello nazionale, regionale, continentale e mondiale”, i paesi africani avevano sottolineato la necessità che il nome del prossimo capo della Banca Mondiale fosse scelto al termine di un processo di selezione aperto e fondato sul merito.

Ma come la stessa candidata nigeriana aveva fatto notare qualche ora prima che cominciasse la votazione, “la scelta di chi guida la Banca Mondiale non è davvero basata sul merito. È un voto in funzione del peso politico (…) e per questa ragione gli Stati Uniti hanno vinto”.

Nonostante la stima espressa nei suoi confronti dal presidente statunitense Barack Obama e le rassicurazioni dei vertici uscenti della Banca Mondiale (a cominciare dal presidente uscente Robert Zoellick) sono molti gli analisti che hanno storto la bocca quando venne presentata la candidatura del 52 enne Kim Jong Kim.

L’esperto sanitario americano è attualmente presidente dell’Università di Dartmouth. Noto per quello che i media definiscono il “suo ruolo pionieristico nel trattare l’Aids e Hiv e nel ridurre l’impatto della tubercolosi nel mondo in via di sviluppo”, Kim Jong Kim non ha al suo attivo esperienze significative né in politica né in economia.

Secondo il ministro del Tesoro Usa, comunque, “il suo profondo background in materia di sviluppo e il suo impegno nel raggiungere il consenso di tutti porterà nuova linfa agli sforzi della Banca Mondiale di assicurare una rapida crescita economica per tutti”.

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