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Etiopia-Eritrea: Washington e Parigi, appelli alla calma e paura per escalation militare

    di  .  Scritto  il  16 marzo 2012  alle  7:00.

Da sinistra: Isaias Afewerki (presidente dell'Eritrea) e Melles Zenawi (Primo Ministro dell'Etiopia)

Ha provocato preoccupazione la notizia, diffusa ieri da fonti ufficiali etiopi, di un triplice attacco lanciato giovedì mattina dall’esercito etiopico in territorio eritreo.

Etiopia ed Eritrea – che hanno combattuto tra il 1998 e il 2000 un violento conflitto (si stimano 70.000 morti) – hanno continuato in questi anni ad essere i principali protagonisti di quella che alcuni hanno definito la “guerra fredda africana” che li ha anche portati ad affrontarsi “per procura” come è capitato (e in parte capita ancora, secondo alcuni analisti) in Somalia.

Non c’è da stupirsi se nella notte, prima ancora che Asmara abbia diffuso una qualsivoglia reazione ufficiale alle notizie dell’attacco diffuse dagli etiopici, gli Stati Uniti e la Francia abbiano invitato le parti a “trattenersi”.

Sono in molti, infatti, a temere che i tre raid annunciati dagli etiopici ieri possano trasformarsi nel ‘casus belli’ per riaccendere il conflitto tra i due arcinemici (e una volta amici e alleati): l’eritreo Isaias Afewerki e l’etiope Melles Zenawi.

Così se il portavoce del dipartimento di Stato americano (forse il principale alleato di Addis Abeba negli ultimi anni) ha rapidamente diffuso un messaggio invitando le parti a “dare prova di contenimento ed evitare qualsiasi altra azione militare”, la Francia ha espresso “viva preoccupazione” per il timore di “un’escalation sul piano militare” del confronto tra le parti.

Secondo alcuni analisti, se dovesse proseguire, il silenzio di Asmara potrebbe nascondere la tentazione di avviare una rappresaglia militare.

Altre fonti, invece, riferiscono che l’attacco condotto dagli etiopici ieri sarebbe stato tutt’altro che fortunato e che Asmara si starebbe preparando a diffondere le prove della disfatta etiopica nelle sue incursioni oltre frontiera.

Tuttavia queste letture sfiorano quella propaganda che entrambe le parti hanno usato a piene mani negli ultimi anni in quel confronto/scontro intorno al quale, di fatto, entrambe i governi (maggiormente quello eritreo) hanno fatto ruotare tutte le loro scelte politiche .

I raid etiopici in Eritrea

In una conferenza stampa tenuta ieri il portavoce dell’esercito, il colonnello Gebrekidan Hailu, ha annunciato che l’esercito etiope ha distrutto tre campi militari eritrei utilizzati dal governo di Asmara per addestare e armare “gruppi contrari alla pace”.

E se il portavoce dell’esercito si è limitato a dire che “molti soldati eritrei e forze contrarie alla pace” sono stati feriti e arrestati negli attacchi condotti contro tre campi militari in altrettante località – Ramid, Gelehibe e Gibina – altre fonti hanno parlato di un elevato ma imprecisato numero di morti.

In attesa che sugli attacchi di ieri vengano forniti maggiori particolari, Addis Abeba ha fatto sapere che le tre strutture attaccate ieri si trovavano a 14, 17 e 18 chilometridal confine con l’Etiopia.

Nella sua conferenza stampa, il portavoce dell’esercito ha anche precisato gli attacchi continueranno finchè il governo eritreo non smetterà di sostenere gruppi armati e abbandonderà il suo “ruolo distruttivo” nella regione.

Addis Abeba ha motivato gli attacchi tornando ad accusare l’Eritrea di aver addestrato i gruppi che recentemente hanno ucciso cinque turisti europei che visitavano la regione dell’Afar e rapito due turisti tedeschi e due etiopici.

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