Cesare Cantù
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Joseph Pulitzer
Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.
È stato inaugurato ufficialmente oggi, alla presenza del presidente keniano Mwai Kibaki, di quello sud-sudanese Salva Kiir e del primo ministro etiope Meles Zenawi, il cantiere per la costruzione di un porto di fronte all’arcipelago turistico di Lamu, nell’est del Kenya, finalizzato all’esportazione del petrolio sud-sudanese.
Il progetto, duramente contestato dalle popolazioni locali per i danni ambientali che minacceranno un ecosistema di mangrovie e barriera corallina dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, ha un costo stimato in 18 miliardi di euro.
Una volta terminato, il porto rappresenterà la parte finale di una rete ferroviaria che collegherà la costa keniana alle capitali di Juba, in Sud Sudan, e Addis Abeba, in Etiopia, oltre a diventare il terminale degli oleodotti che trasporteranno il petrolio sud-sudanese senza dover passare sul territorio di Khartoum, dietro versamento di onerosi dazi.
Secondo l’emittente radiofonica keniana Capital FM, almeno 1000 giovani del luogo saranno impiegati nel cantiere per la costruzione del porto e della rete ferroviaria.
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