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Nuova Zelanda: petroliera Rena si spezza in due, preoccupano i container

    di  .  Scritto  il  8 gennaio 2012  alle  11:34.

È stata spezzata in due nella notte tra sabato e domenica dal mare forte e dalle onde alte fino a sei metri la nave cisterna (e porta container) battente bandiera liberiana Rena, incagliatasi il 5 Ottobre scorso nell’atollo Astrolabe Reef della Baia di Plenty, a largo delle coste di Tauranga, nell’isola più a nord delle Nuova Zelanda.

A riferirlo è il quotidiano New Zealand Herald, il principale del paese, citando Claudine Sharpe, la portavoce dell’azienda incaricata di ripulire il danno ecologico provocato dall’incidente.

La zona teatro dell'incidente, nel nord della Nuova Zelanda

Secondo la Sharpe, che stamani ha tenuto una conferenza stampa a Tauranga, “tra i 200 e i 300 container sono stati scaraventati in mare dopo la frattura dello scafo”.

Proprio i container sono la preoccupazione principale, dal momento che gli esperti ritengono che in seguito alla frattura non si dovrebbero sviluppare ingenti perdite di greggio e gasolio.

Gli idrocarburi a bordo della Rena, infatti, erano già finiti in mare nei primi giorni di ottobre e poi nelle settimane successive, nonostante le difficoltà legate al tempo, gran parte delle 1100 tonnellate di greggio stipate nelle cisterne erano state pompate e trasferite in altre navi.

Alcune fonti fanno sapere che a bordo della nave cisterna sarebbero rimasto stoccate circa 300 tonnellate di idrocarburi.

Secondo gli esperti, al momento, dei circa 300 container finiti in mare, una trentina sarebbero stati identificati e, di questi, 15 messi in sicurezza. Dei restanti, scrive il New Zealand Herald, circa il 20% resterà in superficie galleggiando, gli altri invece dovrebbero affondare.

Nelle settimane scorse sui container che era stato possibile raggiungere erano stati installati dei transponders per poterli ritrovare anche in caso di affondamento.

E se le immagini riprese dalla marina neozelandese mostrano la Rena spezzata in due immersa in un mare bianco e lattiginoso – tra i container che si sono aperti ve ne erano alcuni contenenti latte in polvere – e i media nazionali invitano natanti, surfisti e navigatori a evitare nelle prossime ore di andare in acqua a causa del rischio di container e detriti vari in galleggiamento, non vi è nessun accenno al destino degli 11 container il cui contenuto risulta dalle carte di carico essere stato classificato come “pericoloso”.

L’incidente della Rena è stato definito ad ottobre “la peggiore catastrofe ecologica marittima della storia del paese”: dal ministro dell’Ambiente della Nuova Zelanda, Nick Smith.

 

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