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Papua Nuova Guinea: scontri etnici nella seconda città del paese

    di  .  Scritto  il  8 novembre 2011  alle  5:48.

Ha richiamato alla calma e minacciato di imporre lo stato d’emergenza il primo ministro di Papua Nuova Guinea, Peter O’Neill, dopo che violenze intercomunitarie hanno causato la morte di almeno otto persone nella città portuale di Lae.

Le violenze hanno portato alla distruzione di abitazioni ed esercizi commerciali, e lasciato un migliaio di persone senza un tetto. Per riportare ordine, O’Neill ha inviato nella città altri 120 poliziotti.

Lae, secondo centro del paese, è una città fantasma scrive il quotidiano locale Post Courier. Le violenze, cominciate lo scorso giovedì, sono andate avanti per diversi giorni.

O’Neill ha chiesto ai leader di tutte le comunità e i gruppi etnici di Lae di dare il loro contributo per far tornare la città alla normalità. Solo negli ultimi due giorni i negozi hanno potuto riaprire consentendo agli abitanti di rifornirsi di generi di prima necessità.

Lae è un centro vitale per l’economia del paese e dal suo porto transitano beni destinati alle aree più interne e remote. Secondo prime ricostruzioni gli scontri hanno costretto alla fuga un gruppo etnico provenienite dall’interno che si era insediato ai margini della città.

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